Se la nostra memoria emigra nella Nuvola

 

Soffriamo di “amnesia digitale” da uso eccessivo di Google e smartphone e così ci priviamo di quei riferimenti necessari e condivisi che permettono di decidere. In questo modo diventa impossibile resistere al populismo
La storia della memoria occidentale comincia con Platone, che considerava l’invenzione della scrittura una «fonte d’ignoranza», perché la gente, contando sullo spostamento della memoria fuori di sé, nelle cose scritte, avrebbe dimenticato di ricordare le cose dentro di sé. Recentemente, Marino Niola ha dichiarato che «siamo davanti a una delocalizzazione della memoria. Essa smette di essere una proprietà personale, un gioco di sinapsi individuali, per trasferirsi su un supporto collettivo.

 

Fonte: La Stampa