Prato, la classe che rinuncia ai social «Che bello parlare a tavola»

All’uscita di scuola quelli in «astinenza» si notano subito: in mano libri, zaini, quaderni. Tutti gli altri sono chinati sullo smartphone, già immersi in mondi virtuali. «Non me ne ero mai accorta, sono tutti così!». Studenti. Ma anche prof. Via di corsa verso il bus. E poi a bordo, vicini, ma sempre con la testa bassa e gli occhi sullo schermo. Al sesto giorno di «astinenza» le studentesse della 2F dell’Istituto tecnico Dagomari di Prato, invece, chiacchierano che è una meraviglia.

All’uscita di scuola quelli in «astinenza» si notano subito: in mano libri, zaini, quaderni. Tutti gli altri sono chinati sullo smartphone, già immersi in mondi virtuali. «Non me ne ero mai accorta, sono tutti così!». Studenti. Ma anche prof. Via di corsa verso il bus. E poi a bordo, vicini, ma sempre con la testa bassa e gli occhi sullo schermo. Al sesto giorno di «astinenza» le studentesse della 2F dell’Istituto tecnico Dagomari di Prato, invece, chiacchierano che è una meraviglia.

Il momento più duro

Lunedì scorso, come per tutti i primi giorni di disintossicazione, è stato il momento più duro. Silvia, classe 2001, ha pianto dopo aver consegnato il suo cellulare: «Ero “impanicata”, l’idea di stare senza per una settimana mi faceva morire, ma poi ho ceduto». Sei giorni dopo riconosce: «Non mi sono mai accorta di avere così tanto tempo a disposizione, studio e faccio molte più cose». Francesca, 16 anni: «Io sono stata disperata due giorni, il tempo non passava mai, poi ho parlato con un’amica per mezz’ora, è stato bello!». Nessuno credeva di partire sul serio. Ora a sfida quasi finita tutti sorridono e qualcuno ammette: «Non pensavamo di essere così dipendenti dalla tecnologia».

La proposta del professore

Quando il prof di economia aziendale Marcello Contento ha proposto l’esperimento di una settimana senza cellulare, ma soprattutto senza Internet e social, i suoi studenti hanno pensato a uno scherzo, «prof fallo tu, tanto non ci riesci». Invece lunedì scorso sono partiti tutti insieme: alle 10 stop ai cellulari fino a stamattina in 2F e 2G, prof Contento incluso. «Social Zero» si chiama questo progetto nato per sfida e diventato un vero e proprio esperimento: vietati Facebook, Instagram (il più amato), WhatsApp, Ask e web. Per chi proprio non ce la fa, cellulare solo per telefonare. Da quel momento la vita per questa trentina di nativi digitali è un’altra.

Scoperto il telefono pubblico

Hanno anche scoperto il telefono pubblico con le monete. Il prof Contento, 35 anni, siciliano di Alcamo, precario da 10 e da due docente a Prato, ha portato cruciverba e sudoku per alleviare i lunghi pomeriggi senza web. Uno studente gli ha confessato: «Ho fatto le parole crociate con mia madre, abbiamo parlato insieme un pomeriggio, non succede mai». Silvia: «Sono stata a cena un’ora con i miei, erano felicissimi». Adele, 16 anni: «Ho più tempo per studiare: tre ricerche in due giorni!». E al prof ha detto: «Se lo tenga pure il mio telefono».

I ragazzi tornano a parlare

Tutti si stupiscono di «come da disconnessi il parlare diventi fondamentale». In famiglia, dove i cellulari sono ormai sempre più gli unici compagni di cene e dopocene, ma anche tra gli amici, dove si comunica solo via audio su WhatsApp o immagini su Instagram, anche se l’amica è seduta al banco vicino, «perché fanno tutti così». E invece poi a Francesca brillano gli occhi quando ricorda che la sera prima «ho parlato un’ora con mio padre e mio fratello, non lo facciamo mai». Si meraviglia pure il prof Contento di tutto questo successo: «Quando martedì ho visto le loro facce, ho capito che stavamo facendo una cosa grande».

Esperimento contagioso

L’esperimento ha contagiato tutta la scuola con gli altri docenti che fanno il tifo e aggiornano la pagina SocialZero su Facebook. E si trovano davanti ragazzi più attenti e partecipi. Ma per riempire questo «vuoto da web» ogni pomeriggio il prof Contento ha inventato qualcosa. Così lui e i ragazzi sono andati in campagna in visita a una fattoria didattica, per musei a Firenze e una sera hanno anche invitato mezza Prato in centro per un aperitivo senza social. «Prof — ha detto Amin —, è stata una delle settimane più belle della mia vita, ne facciamo un’altra?».

Fonte: http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_18/prato-classe-che-rinuncia-social-che-bello-parlare-tavola-28495c44-3c0a-11e7-83da-130c74015a48.shtml?refresh_ce-cp